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Quali sono i materiali non vegani e perché

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Materiali non vegani: lana, seta, piume pelle e pellicce

Nel precedente post “Essere Vegan: non solo cibo” abbiamo parlato di tutto ciò che fa di un vegano un buon vegano… oggi, approfondiremo il discorso osservando da vicino quelli che sono i  materiali non vegani ed il perché non sono considerati tali.

 

La lana

Perché la lana non è considerata un materiale vegano?

Del resto la lana è un prodotto naturale, usuale, che esiste da sempre e fin qui nulla da obbiettare.
Quello che non si sa, è che le pecore vengono tosate meccanicamente e durante questo processo subiscono maltrattamenti, escoriazioni, sono sbattute qua e là senza la minima cura ed attenzione.
Erano i tempi, in cui le pecore venivano tosate una ad una, manualmente e morivano di vecchiaia.

Oggi tutto questo non avviene più.

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Le pecore vengono “allevate” e qualsiasi tipo di allevamento è sinonimo di sofferenza, maltrattamento e morte certa.

Quando c’è il business di mezzo le cose funzionano così: se l’animale non produce più o se ciò che produce non è più della qualità desiderata, viene ucciso e rimpiazzato.
Inutile illudersi che le cose vadano diversamente.mulesing

È doveroso ricordare inoltre, che  il 50% della lana merinos proviene dall’Australia dove l’usanza, se così la vogliamo definire, è quella di strappare grossi pezzi di lana, pelle e carne, nella parte posteriore delle pecore, ovviamente il tutto senza anestesia, sutura e terapia antibiotica.
Questa procedura è chiamata mulesing, e serve a far crescere della nuova pelle, senza lana, sul posteriore delle pecore (zona anale e perianale), cosicché le mosche non possano più depositarvi larve e si evitino infezioni.
Ci rendiamo conto di quale atrocità devono subire questi animali?

 

La seta

La seta è un’altra nota dolente tra i materiali naturali perchè anch’essa nasconde crudeltà nel suo processo lavorativo.
Per chi non lo sapesse, i bachi contenuti all’interno dei bozzoli da cui viene estratta la seta, vengono “cotti vivi” dentro un essiccatoio  prima che questi diventino farfalla.
Infatti, una volta che l’insetto è diventato adulto, per uscirne dovrebbe rompere il bozzolo che lo avvolge cosa che renderebbe i circa 300 metri di filo di seta che lo compongono, inutilizzabile.
Dopo la cottura nell’essiccatoio, i bozzoli, vengono immersi nell’acqua bollette al fine di dipanare il filo di seta… È triste dirlo, ma è bene saperlo, che in alcune culture, la crisalide estratta dal bozzolo dopo la bollitura, viene anche mangiata!

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Possiamo utilizzare la seta ahimsa?

La risposta è no, vediamo perchè.
Esiste una variante di seta chiamata in India seta ahimsa, la seta non violenta che erroneamente viene catalogata tra i materiali vegan ma in realtà non lo è!

La seta senza crudeltà, detta anche organic peace-silk viene ottenuta dopo che i bachi sono stati fatti uscire dal bozzolo prima che questi vengano messi nell’essiccatoio, permettendo così al bruco di terminare la sua trasformazione in falena.

E allora la crudeltà dove sta?

Non tutti sanno che questa particolare specie di bruchi che oggi producono seta, altro non è che una selezione ottenuta dalle manipolazioni dell’uomo per soddisfare le proprie esigenze produttive.

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La Bombyx Mori è diventata completamente incapace di vivere autonomamente su di un gelso, come invece accadeva in origine, per tanto, qualora le venisse permesso di lasciare il bozzolo prima della lavorazione, la farfalla non riuscirebbe comunque a sopravvivere da sola e sarebbe destinata a morte sicura.

 

Le piume

Avete mai visto come vengono tolte le piume ad un’oca?
Di seguito trovate un video che varrà più di mille parole ma per chi non avesse voglia di vederlo, facciamo un breve riassunto.

Le oche vengono spennate a forza ogni 2/3 mesi e subiscono questo genere di tortura fino a quando le loro piume risultano di buona qualità.

Che fine fanno le oche che non sono più buone alla produzione di piume?

Vengono semplicemente macellate, come tutti gli animali che fanno parte degli allevamenti.
Il metodo con cui vengono uccise è barbaro, terribile, così come lo è stata la loro vita, stipate in gabbie  piccolissime, tenute in condizioni pessime ma in questo caso pensiamo sia troppo cruento farvi vedere delle immagini e per questo ci limiteremo a citare le parole della FAO a riguardo

il metodo è quello di appendere l’oca e infilarla in un imbuto a testa in giù in modo che sporga la testa.” e le ali rimangano ferme. “La parte inferiore del collo è rivolta verso l’operatore, che tronca la giugulare…” o con lo stordimento elettrico “…gli animali sono appesi a testa in giù lungo una linea di macellazione orizzontale e ricevono una scossa elettrica quando la loro testa viene immersa in una soluzione elettrolitica…” o ancora “… con una lama di non più di 1 cm di lunghezza, affilata su entrambi i lati e con questo penetrare il cervello attraverso l’estremità della scanalatura del becco nella parte posteriore della bocca prima del taglio della giugulare…

Tra tanta crudeltà, come non spendere due parole per le oche destinate alla produzione di foie-gras (fegato grasso), letteralmente imbottite artificialmente di cibo per settimane tramite un imbuto infilato in gola… anche in questo caso, solo un video potrà rendere a pieno l’idea.

Vale la pena seguitare a comprare piumini d’oca?
Vale ancora la pena acquistare piumoni letto in vera piuma d’oca o mangiare “fegato grasso”?

 

Pelle e pellicce

Pelle e pellicce sono i materiali non vegani per eccellenza.
Mentre, seta e lana potevano trarci in inganno in quanto materiali “naturali” ed apparentemente derivanti da lavorazione meno cruenta, qui la derivazione animale è imprescindibile: sia la pelle, che la pelliccia vengono dritti dritti da animali uccisi.
Che poi si tratti, come nella maggior parte dei casi, di allevamenti intensivi o meno, lo scopo di vita di queste povere bestie è uno e solo uno, morire.

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Come abbiamo già detto in “Consapevolezza vegana, uno degli aspetti” possiamo tranquillamente fare a meno di coprirci di pelli altrui, così come è doveroso fare a meno anche delle loro pellicce.

Insomma, se madre natura ci ha creati così, evidentemente non ne avevamo bisogno!

… Solo per mero ornamento alleviamo e scuoiamo animali innocenti?
Riusciamo ad essere davvero così ciechi, egoisti ed insensibili?
Abbiamo davvero il coraggio di fare tutto questo, di far vivere in condizioni aberranti degli animali innocenti, torturarli, solo per il gusto di indossare scarpe, accessori, borse in pelle, piuttosto che colli, cappucci o cappotti di pelliccia?

Vorremmo che questo fosse un invito a riflettere.

In commercio ci sono tante possibilità di sostituzione dei materiali non vegani con materiali vegan.
Perchè non provare a cambiare?