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Peta ha acquistato le azioni di Lvmh

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Non si tratta di uno scherzo, bensì di una geniale pensata di Peta, associazione animalista americana, che dal 1980 si batte in favore dei diritti degli animali.
People for the Ethical Treatment of Animals, alias Peta, ha acquistato le azioni di Lvmh, quotato alla borsa di Parigi, per poter entrare a far parte del consiglio di amministrazione di Louis Vuitton e combattere dall’interno i maltrattamenti dei coccodrilli.

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L’associazione, che da sempre lotta contro qualsiasi forma di violenza e sfruttamento degli animali, non è nuova ad attacchi del genere verso i colossi della moda, ha infatti acquistato nell’aprile scorso, le azioni di Prada quotata alla borsa di Hong Kong e nel maggio 2015 le azioni di Hermès.

Animali sfruttati e maltrattati solo per farne scarpe, borsette, portafogli e cinture

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Sembra infatti, a quanto riportato in un comunicato stampa dell’associazione, che Vuitton avesse due allevamenti di coccodrilli in Vietnam e che gli stessi venissero

rinchiusi in piccole fosse per 15 mesi e talvolta tagliati e scuoiati mentre sono ancora vivi. In un altro allevamento, i lavoratori incidono il collo dei coccodrilli e inseriscono delle aste metalliche mentre il sangue scorre dalle ferite, e si vede un coccodrillo che continua a muoversi dopo essere stato scuoiato“,

pratica inqualificabile e a dir poco barbara!

A peggiorare la situazione è l’intervento di esperti che hanno dimostrato che i coccodrilli non muoiono subito, dopo che gli sono stati recisi vasi sanguigni e midollo osseo ma rimangono coscienti per oltre un’ora.

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La Maison nega di aver allevamenti ove si fanno pratiche crudeli nei confronti dei rettili ma l’associazione animalista ha addirittura dei filmati a supporto delle sue accuse.

Di seguito vi mostriamo il video denuncia della Peta

ATTENZIONE: Il video contiene immagini non adatte a bambini e ad un pubblico sensibile

ATTENZIONE: le immagini che seguono potrebbero urtare la vostra sensibilità

 

Speriamo che grazie a questi moderni cavalli di Troia, l’Associazione Peta, potendo prendere attivamente parte alle riunioni degli azionisti, riesca finalmente a mettere fine a tanta atrocità.