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LA MORIA DELLE API

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Si parla molto di “moria delle api”, ma qual è la reale portata del fenomeno?

Si può stimare di quanto sia diminuita, nel mondo, la popolazione di api, ad esempio, negli ultimi 5 anni?

Purtroppo è ufficiale: per la prima volta negli Stati Uniti una specie di bombo è stata dichiarata in via di estinzione.

Lo afferma la U.S. Fish & Wildlife Service, agenzia governativa per la gestione e conservazione della fauna selvatica americana.
Ad essere in pericolo è il calabrone rusty-patchato (bombus affinis), una specie un tempo così comune da passare praticamente inosservata mentre si muoveva di fiore in fiore;
oggi, invece, si tratta della prima specie di ape dichiarata in via di estinzione in America.

Certo, il fatto che ci siano oltre 3 mila specie di api negli Stati Uniti e circa 40 di queste appartengano al genere Bombus, farebbe quasi tirare un sospiro di sollievo, ma la situazione è in realtà molto complessa:
solo in America la popolazione delle api si è ridotta di quasi il 90% negli ultimi vent’anni e non accenna a migliorare.

GUARDANDO AI NUMERI:

347 specie autoctone sono a rischio di estinzione negli Stati Uniti

oltre 700 sono state dichiarate in declino.
Si tratta dei risultati della prima revisione sulle 4000 specie di api native del Nord America e delle Hawaii.
Gli esperti del Center for Biological Diversity, in un bollettino pubblicato i primi di marzo,  riportano i dati delle osservazioni/studi effettuati e hanno scoperto che più della metà delle specie di api per cui sono disponibili dati di valutazione sufficienti sono in declino.

Quasi 1 specie di api su 4 è in pericolo e in crescente rischio di estinzione.

Riassumendo, il nuovo studio rivela, che più di 700 specie di api sono in pericolo e circa 400 si trovano già a rischio di estinzione a causa della perdita del loro habitat naturale, dei parassiti e del crescente abuso di pesticidi.

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IN EUROPA?

Purtroppo le notizie non sono rosee.
Le specie selvatiche della famiglia delle api ovvero le apoidee, che corrispondono all’80% sul totale della specie secondo la rivista Science, a partire dagli anni 80 si sono perse il 52% nel solo Regno Unito e nei Paesi Bassi si arriva a valutare una percentuale del 67%.

In Europa la mortalità delle colonie di api è stata in media di circa il 20%.

Nel nostro paese, le perdite di api e delle loro intere colonie sono diffuse su tutto il territorio nazionale con particolare frequenza nel nord.

Il declino degli insetti utili è dovuto in parte all’uso di pesticidi nocivi, in parte alla diminuzione degli habitat naturali e della biodiversità a disposizione degli insetti: negli ultimi 50 anni, urbanizzazione e moderne tecniche agricole hanno fatto diminuire del 70% la biodiversità delle varietà coltivate e ridotto del 50% gli spazi naturali.

ape-impollinataUn interessante studio scientifico , condotto dai ricercatori dell’Università di Berkley, ha affermato che l’esistenza di habitat naturali di insetti impollinatori, tra i quali ci sono le api, in un arco di distanza di 1-2 Km dalle aziende agricole, incrementa la produzione agricola in modo decisivo, dimostrando che almeno il 90% delle colture monitorate è stato impollinato dagli insetti selvatici, tra i quali api selvatiche, farfalle, vespe, calabroni, coleotteri etc.
Dave Goulson, ricercatore dell’Università del Sussex specializzato sulle api, in un’intervista rilasciata lo scorso anno su Nature, sostiene che se non dovessero essere presi provvedimenti a breve assisteremo al sesto evento di estinzione globale, e nonostante i moltissimi studi scientifici a riguardo, la politica, come al solito, sta ancora tardando a dare le prime serie risposte.

 

COSA POSSIAMO FARE NOI, NEL NOSTRO PICCOLO?

Tutti noi, nel nostro piccolo, possiamo contribuire ad evitare la moria delle api e a dircelo è Greenpeace  con la sua campagna “Salviamo le api“:

un po’ di attenzione e, soprattutto, una maggiore consapevolezza alimentare potrebbero davvero contribuire ad evitare questa catastrofe.

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  1. La città può essere un luogo dove creare zone destinate alla salvaguardia delle specie nutrici degli insetti cosiddetti utili, e della difesa di specie botaniche che sempre più sono meno diffuse.
    I piccoli habitat urbani, nelle città densamente abitate, hanno la potenzialità di trasformarsi in isole per la conservazione della biodiversità.
    Infatti con una gestione responsabile, da parte dell’uomo degli spazi verdi urbani, realizzando azioni di cura e salvaguardia del verde puntando verso una biodiversità delle specie vegetali, possiamo aiutare questi piccoli e utili insetti impollinatori.
  2. Preferire frutta e verdura biologica certificata, per esempio, sarebbe già un passo avanti: alimenti la cui produzione non preveda l’uso di pesticidi chimici allontanerebbe già questi piccoli insetti da un grande pericolo.
  3. Piantare nel proprio giardino o sul balcone fiori e piante “amici delle api” belli da vedere ma anche utili in cucina!
    Ad esempio, calendula, lavanda, cumino e rosmarino sono piante che forniscono rifugio e nutrimento agli insetti impollinatori ( lista completa).

  4.  Costruire un rifugio per api selvatiche scegliendo un posto tranquillo e riparato e utilizzando legno di quercia o faggio, dove le api possano ripararsi e riprodursi.
  5.  Diffondere il messaggio: è importante che tutti conoscano le api, la loro importanza per il pianeta e, soprattutto, il pericolo che stanno correndo a causa dell’uomo.
    Oltre ad aver lanciato una petizione per chiedere al Ministro dell’Agricoltura di vietare pesticidi dannosi per le api, Greenpeace mette a disposizione il volantino informativo che trovate di seguito.
    volantino-informativo-per-api

La salvaguardia delle api parte da ognuno di noi!

… diffondete il più possibile questo messaggio…